8/01/19

Committee Encouraging Corporate Philantropy: la rete americana per una leadership responsabile

Fondato nel 1999 da Paul Newman, il Committee Encouraging Corporate Philantropy riunisce oltre 200 Ceo delle principali imprese mondiali e li indirizza verso un nuovo approccio in cui sviluppare attività filantropiche, rafforzando al contempo le performance aziendali.

“Dare il buon esempio è la tecnica di fundraising più efficace che c’è”, amava ripetere Paul Newman, iconico attore e filantropo militante. Ma, verrebbe da aggiungere, c’è esempio ed esempio.

La filantropia, infatti, ha particolare successo quando a indirizzare e incentivare l’impegno comune per una causa benefica ci sono i CEO, i capi azienda in grado di determinare la strategia sociale delle loro imprese. Una leadership responsabile, illuminata, è il fattore determinante del processo.

Da qui è partito Paul Newman quando, insieme al banchiere John C. Whitehead e all’investitore immobiliare Peter L. Malkin, ha fondato il Committee Encouraging Corporate Philantropy (Cecp). Era il 1999 e l’obiettivo principale del Cecp, allora come oggi, era quello di aiutare le imprese a trasformare il loro approccio nel fornire benefici aziendali e aumentare l’efficacia delle loro strategie sociali. In poche parole, Cecp è un’associazione non profit con sede a New York che permette ai dirigenti delle principali imprese mondiali di portare avanti grandi sfide sociali rafforzando, al tempo stesso, le performance delle proprie aziende, offrendo agli associati occasioni di networking, di scambio dati e di conoscenza di case study in ambito filantropico.

Grazie a una storia virtuosa lunga ormai quasi vent’anni, Cecp oggi è arrivato a raccogliere oltre 200 CEO di grandi aziende mondiali, che rappresentano un consolidato di 7mila miliardi di dollari di fatturato (un valore che collocherebbe Cecp al terzo posto, se fosse un paese, dopo il Pil di Stati Uniti e Cina), 18,6 miliardi di dollari in investimenti, 13 milioni di impiegati e 15mila miliardi di dollari in gestione. Numeri che snocciolati così possono apparire freddi e sterili, ma che nella realtà si traducono in reali attività benefiche per le comunità. I dati e l’esperienza accumulata da Cecp dimostrano infatti che occorre la visione globale di dirigenti senior per realizzare iniziative sostenibili non per forza nell’immediato, ma nel lungo periodo.

Così, con le radici ben salde nella filantropia, l’organizzazione fondata da Paul Newman ha sviluppato il modello di coinvolgimento attraverso quella che definisce una “strategia sociale”. Ovvero, un network di capi-azienda convinti che il miglioramento della società sia una misura essenziale dei risultati del business, rispondendo così alle richieste della comunità che chiede alle imprese di assumere un ruolo forte, di leadership e di stimolo nell’intervento sociale.

Oggi tra i CEO membri di Cecp ci sono quelli di aziende come Bank of America, Coca-Cola, Walmart, Mastercard, Siemens, Disney. Inoltre, con il programma Global Exchange, il network internazionale, il più recente e ambizioso passo avanti di Cecp, il Comitato ideato da Paul Newman sta allargando ulteriormente la sua azione per coinvolgere sempre di più a livello globale il settore privato come forza di sviluppo in ambito sociale. Tutto questo soprattutto attraverso la raccolta e l’analisi dei dati, con un lavoro che culmina nella pubblicazione del rapporto “Giving Around the Globe”.

La lezione che arriva dai vent’anni di attività di Cecp è duplice: il give back, il restituire, è una filosofia vincente per tutti; e il business, nel lungo periodo, è sostenibile se crea vantaggi, anche sociali, per la collettività.