How to beCIVIC | Vol. 1

Dì la verità. Tu sei una di quelle persone che impiega tanto – troppo – tempo a scegliere un film da vedere, un podcast da ascoltare o un libro da leggere. E con un po’ di tempo intendo che probabilmente arrivat* alla decisione finale e ultimissima, si è già fatta l’ora di cena, o di andare a letto, o ti è passata la voglia di fare il workout.

E forse sei una di quelle persone che ci tiene ad essere informata e aggiornata su ciò che accade nel mondo, vicino e lontano da te, ma che un po’ si perde nel flusso di contenuti in cui siamo ormai immersi. Eppure torni, di tanto in tanto, a chiederti come fare per tenerti informato: quale mezzo? Quale voce ascoltare? E come fare con le fake news?

Qui entriamo in gioco noi, che ci teniamo a mettere in circolo la roba buona. Film, podcast, newsletter, talk: qualsiasi contenuto abbia stimolato in noi una qualche riflessione o domanda e che pensiamo valga la pena condividere con te.

How to beCIVIC, una piccola rassegna per conoscere meglio il mondo, per chi vuole essere migliore, ma non sa da che parte cominciare.

Una serie TV: Sanpa

Arrivando alla fine di questo documentario, potrebbe capitarvi una cosa bizzarra: non riuscirete a decidere da che parte stare.

La serie tv racconta la controversa storia della comunità di recupero di San Patrignano fondata da Vincenzo Muccioli, che tanto ha fatto parlare di sé a partire dalla sua nascita alla fine degli anni ’80, ma che oggi sembra vivere solo nei ricordi della generazione di chi quella storia l’ha vissuta (sebbene la comunità sia tutt’ora attiva).

180 ore di interviste e immagini tratte da 51 archivi per ricostruire la storia nella maniera più imparziale possibile, per quanto possibile, e andando a esplorare le luci e le ombre di San Patrignano e di Vincenzo Muccioli. La docu-serie solleva infatti un grosso tema di fondo: è giusto polarizzarsi?

Quando tocca decidere se una persona è buona o cattiva, siamo sempre molto bravi a posizionarci da una parte o l’altra della linea. E quindi tornando al dilemma iniziale, o finale se consideriamo il momento in cui terminiamo la docu-serie, è davvero sempre necessario decidere da che parte stare? O la realtà è più complessa di così?

Un podcast: Mai più.

Gli articoli scritti da Alessandro Baricco per il Post, letti da Luca Bizzarri

Forse conoscerete il Post. Forse conoscerete anche Alessandro Baricco. Ecco, se li conoscete entrambi già avrete intuito che si tratta di una collaborazione – molto – interessante. 

Mai più nasce come un flusso di coscienza di Alessrandro Baricco (flusso di coscienza sì, ma lucido, ordinato, intelligente come Baricco è solito fare) sulla pandemia e su come sia stata gestita da quella che lui definisce “intelligenza novecentesca”, la quale ha decretato che “there is no alternative” e che per “sconfiggere il nemico” sia necessario chiudere tutto. E cosi da un anno a questa parte stiamo tentando di raggirare, evadere, e in massima istanza di eradicare la sofferenza fisica: ma tutto il resto?

Dove sono finite le carezze, gli schiamazzi, la casualità e la spontaneità dei gesti? Cosa vuol dire ballare, giocare a bowling, uscire senza avere una meta e senza aver paura di stare a contatto con gli altri?

Secondo Baricco, quest’intelligenza novecentesca non è più adatta a gestire la nostra realtà, almeno per quattro motivi: quali? Consigliamo di ascoltare il podcast per scoprirli.  

Un libro: L'uomo che trema, Andrea Pomella

Parlare di salute mentale, ancora oggi, rimane un tabù.

 La soluzione? Informarsi, imparare a conoscere queste realtà e a vederle con occhi sì diversi, ma non giudicanti. 

L’uomo che trema apre gli occhi sulle vicende di Andrea, che ci descrive il suo percorso con la depressione maggiore: dai limiti della malattia, alla ricerca di aiuto, alla mancanza di supporto ed empatia. Siamo testimoni di un coming out in materia di vulnerabilità psichica, tanto che L’uomo che trema diventa il memoir sulla depressione che in Italia mancava. La voce di Andrea, la sua autenticità e la sua ironia, la sua amarezza e il suo dolore, ci accarezzano e ci toccano: la storia della sua malattia è un percorso contorto, a tratti logorante ma anche di crescita interiore. Così che lungo questo percorso, la sua fragilità si converte in forza. Andrea rappresenta l’uomo che ha tremato, che trema e che forse continuerà a farlo, ma che è riuscito a trovare il coraggio di analizzarsi e di continuare a guardare avanti, nonostante tutto.

[..]La depressione ti fa lo stesso effetto. Ti fa guardare alla vita come se la osservassi dai confini della galassia. Da una tale distanza non c’è definizione, tutto si perde nel grande buio, niente è visibile, a parte quell’irrilevante puntino blu”. – Eppure- riprende - quel puntino nasconde un’infinità di dettagli: giornate, persone, luoghi, fatti, amori, dolori, ciò che sei stato e ciò che sei e che sarai. Puoi cancellare il puntino, e probabilmente in tutto l’universo nessuno se ne accorgerebbe. Chi vuoi che faccia caso a un pallido puntino blu?

Una canzone: Space Oddity, David Bowie

Ok, ok starete pensando: e con chi devo fare bella figura a cena, con mio nonno? (Beh, magari anche sì, perché no?)

Questo pezzo ci riporta ad un tempo in cui le canzoni non erano “solo” canzoni. In cui la musica faceva sognare e i testi ti segnavano, ti aprivano la mente, si davano da fare per indicarti una via, verso lo spazio. Lì potevi osservare il mondo che si muoveva freneticamente e anche decidere di rimanere in alto, perso.
Oggi vi portiamo in orbita con David Bowie: Space Oddity, un gioco di parole tra la Space Odissey del film del 1968 e una filastrocca spaziale (space odd ditty). Questa canzone racconta le vicende del Maggiore Tom, un astronauta. Il successo del distacco da terra e del decollo dell’astronave su cui viaggia MT, non infiamma il pubblico che assiste alla partenza (l’umanità), anzi: dà il via a una serie di banali speculazioni sulla marca di camicie che Tom indossa. Ma il Maggiore non ci sta: una volta in orbita esce dalla navicella per la sua passeggiata spaziale e, osservando la terra da lontano, viene travolto da un’intensa malinconia. Così, Tom si ribella alla sua missione e, mentre dalla Torre di controllo non capiscono cosa stia succedendo, sceglie di rimanere lassù, isolato da tutto e tutti, con lo sguardo fisso verso il nostro pianeta.

 

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