Fiducia e collaborazione: progettare le città dal basso | CIVIC 7

«For it is mutual trust, even more than mutual interest that holds human associations together. – H.L. Mencken»

di Alejandro Gutierrez, direttore di Arup, Sara Candiracci, direttrice associata e pianificatrice territoriale di Arup, Serena Girani, architetto senior di Arup.

Rigenerare un tessuto sociale basato sulla fiducia è la chiave per affrontare in modo concreto, immediato e tangibile alcune delle sfide sociali, ambientali ed economiche più urgenti del nostro tempo: il cambiamento climatico, l’indebolimento delle nostre democrazie, e la disuguaglianza sociale. Partendo dalle città.

La fiducia è l’elemento costitutivo di qualsiasi relazione, ed è fondamentale per poter instaurare rapporti sani e di collaborazione costruttiva con le persone che ci stanno intorno. Per realizzare luoghi eticamente e socialmente più sostenibili e inclusivi, in grado di garantire la salute fisica e mentale dei propri cittadini, e di migliorare l’incontro e l’interazione sociale, è necessario superare i tradizionali approcci settoriali alle politiche e pratiche urbane, e rendere il processo di creazione e riqualificazione dello spazio fisico e sociale più democratico, attivo e inclusivo. Una soluzione?

La pianificazione e gestione urbana democratica, responsabile e inclusiva.

Medellín, Colombia

Medellin - CIVIC 7
Bryan Bravo - unsplash

Nel 2013 Medellin, in Colombia, è stata premiata da Urban Land Institute (ULI) e Wall Street Journal (WSJ) come la città più innovativa del mondo, grazie al processo di cambiamento urbano messo in atto dal sindaco della città Sergio Fajardo. Nel 2003 il movimento Compromiso Civico ha dato inizio a un piano di Urbanistica Sociale grazie all’istituzione di una governance auto-sostenuta e inclusiva. Questo approccio ha generato un’inversione di tendenza a Medellin: da un momento storico molto difficile e drammatico, il decennio 1990-2000, dove il tasso di omicidi ha raggiunto un picco di 440 per 100mila abitanti, questa iniziativa ha permesso di ridurre questo tasso di oltre l’80 per cento a partire dal 2004. Questa ondata di cambiamento ha allontanato paura, insicurezza e sfiducia dalla popolazione, portando speranza, senso di orgoglio e di appartenenza, e ricostruendo un rapporto di fiducia tra gli abitanti e il governo locale. Oggi a Medellin, ogni persona con cui parli, dalla strada alla sala consiliare, racconta la stessa storia.

Danimarca

Danimarca - CIVIC 7
Aurora Ferreira - unsplash

Dal 2000 Realdania collabora attivamente con diversi governi locali, per promuovere la qualità di vita nello spazio urbano attraverso la gestione di edifici e siti esemplari per lo sviluppo urbano. Composta da 165mila membri uniti in un’associazione filantropica autofinanziata, Realdania è stata in grado di consegnare 3.900 progetti in 21 anni. Questi vanno da un programma il cui scopo è affrontare l’innalzamento del livello del mare nelle città costiere a un programma di co-housing per anziani, alla trasformazione urbana del porto interno di Aarhus e del lungomare industriale di Fredericia, in un quartiere urbano inclusivo, sostenibile e vivibile.

Antofagasta (Cile)

La Ruta 5

Seguendo il modello di Medellin, nel 2013 è stato creato in Cile Creo Antofagasta, il primo partenariato pubblico-privato realizzato su scala cittadina, con l’impegno di sostenere nel tempo il miglioramento della qualità di vita della città cilena, basato su un modello di governance collaborativo tra settore pubblico, organizzazioni comunitarie, università e aziende private, creando un impatto positivo sulla popolazione e il territorio, e un senso collettivo di fiducia. Una fascia di 30 chilometri del lungomare della città è stata riattivata attraverso la realizzazione di attività temporanee, come ad esempio la chiusura domenicale della strada litoranea, nonché arteria principale della città fino a ospitare una data del circuito internazionale di bodyboard. Parallelamente si è istituito un programma di investimento pubblico-privato a lungo termine per costruire infrastrutture permanenti per il tempo libero, e per rendere l’accesso alla costa più sicuro e piacevole per tutti gli abitanti. Ad oggi sono stati completati 20 chilometri di piste ciclabili, nuovi parchi nelle aree più svantaggiate della città e la prima fase del parco del lungomare che include anche un molo di pesca. Questa rigenerazione urbana sta promuovendo uno stile di vita attivo e una maggiore interazione comunitaria, oltre che attirare ogni fine settimana circa 20mila persone lungo la costa.

Per affrontare le sfide di una società complessa come quella attuale e realizzare luoghi eticamente e socialmente più sostenibili e inclusivi, si devono creare le condizioni necessarie per facilitare un dialogo e una collaborazione tra i promotori della città – sia pubblici che privati, e i cittadini, in grado di creare consenso e un rapporto di fiducia reciproca e stabilire un ponte efficace, coerente e continuo tra visione, pianificazione ed esecuzione. Un altro dei risultati più stimolanti nel praticare processi partecipativi è la realizzazione di un “senso di comunità”. Più le persone si sentono coinvolte, più prontamente risponderanno alle sfide per risolvere problemi comunitari e mostreranno interesse nello spendere il loro tempo e le loro risorse nell’incontrare le necessità della comunità.

L’emergenza Covid-19 ha offerto l’opportunità ad autorità locali, cittadini e urbanisti di fermarsi a riflettere e di trovare delle soluzioni innovative, estemporanee e creative per affrontare la situazione, e per iniziare a coltivare il cambiamento partendo dallo spazio urbano. Il Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), il Green Deal e la Nuova Bauhaus Europea stanno offrendo l’occasione per ripensare e ridisegnare interamente il processo di pianificazione urbana  individuando nuove strade che conducano a una maggiore interazione sociale e collaborazione tra autorità locali, cittadini, urbanisti e altri attori rilevanti sia del settore privato e pubblico. Essi possono determinare l’avvio di una fase di ristrutturazione urbana rigenerativa, facendo diventare queste iniziative i fattori di moltiplicazione di energie positive per la ripresa dell’Italia, nella prospettiva di fronteggiare la sfida dei cambiamenti climatici nella cornice della sostenibilità urbana e territoriale. Come ben espresso da Ursula von der Leyen: «Voglio che NextGenerationEU faccia partire un’ondata di ristrutturazioni in tutta Europa e renda l’Unione capofila dell’economia circolare. Ma non è solo un progetto ambientale o economico: dev’essere un nuovo progetto culturale europeo».

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