7/09/20

Momento civico

di Enzo Manes

Momento Civico è un’espressione che ben riassume questi mesi di emergenza e timore, ma anche di solidarietà, interconnessione e cambiamenti. Gli italiani hanno (ri)scoperto il senso civico: come fare per far sì che questo “momento” perduri nel tempo?
Ne parla Enzo Manes, presidente di Fondazione Italia Sociale, nell’editoriale del quarto numero di CIVIC.


Quando guarderemo indietro, ai mesi del Coronavirus, come giudicheremo l’effetto che questo tempo ha prodotto sul senso civico degli italiani? Davvero abbiamo assistito alla sua riscoperta? O si è trattato di un’illusione temporanea, prodotto dello stato di emergenza che altera la percezione e trasforma i comportamenti? Forse è presto per una valutazione ma, augurandoci di non essere smentiti dai prossimi eventi (quando la crisi economica si farà più dura), la sensazione è che la risposta dei cittadini alla pandemia sia andata ben al di là di quanto tutti ci saremmo aspettati. Specialmente nella fase uno, la più onerosa sul piano delle restrizioni alla libertà personale. In pochi avrebbero scommesso sulla reazione disciplinata degli italiani di fronte ad obblighi pesanti e limitazioni mai sperimentate in tempo di pace.

Effetto della paura o timore di sanzioni? In realtà Covid-19 ha colpito con violenza solo poche aree del Paese, e solo alcune fasce d’età, mentre l’osservanza delle disposizioni anti-contagio ha coinvolto tutti, anche quelli che sapevano di rischiare di meno. Non convince quindi la spiegazione fondata sul terrore per il virus o su un’improvvisa obbedienza alle norme.

Più verosimilmente è emersa tra i cittadini la consapevolezza che l’emergenza rischiava di andare fuori controllo senza un’assunzione di responsabilità personale da parte di ognuno. In una situazione di oggettivo smarrimento, con indicazioni scientifiche contrastanti e una contesa istituzionale tra livelli regionali e nazionali, una larghissima maggioranza di italiani ha dato prova di senso civico, prendendosi cura non soltanto di sé ma anche di persone care e sconosciuti. Cos’altro è infatti il rispetto del distanziamento sociale se non un atto di civismo, il cui contenuto – a dispetto del nome – consiste proprio nel rispetto dell’altro e nell’averne riguardo? Nella fase più acuta abbiamo accettato senza proteste di rimanere a casa perché sapevamo che il nostro comportamento avrebbe potuto mettere a rischio altre persone, in particolare quelle più fragili. Non per paura di un’ammenda, ma perché in quel momento sentivamo che era la cosa giusta da fare. E dipendeva da ciascuno di noi, individualmente.

Civismo è la forma breve per indicare l’esperienza di chi affronta responsabilmente la vita insieme agli altri, assumendone anche gli oneri. Civico è l’esercizio con cui si apprende che a volte per perseguire la propria libertà e il proprio interesse è necessario sacrificarne una parte per realizzare un bene superiore. La vera educazione civica ha per tema i valori e le soft skill della convivenza in ambienti dove domina la diversità e dove è indispensabile la faticosa ricerca di punti di incontro. Educare al civismo significa fornire strumenti culturali per comprendere che non si possono rivendicare diritti senza assumersi anche doveri.

Con i quaderni di CIVIC questa è la linea di pensiero che ci siamo dati. A maggior ragione ora, dopo che la pandemia ha riaperto uno spazio per riflettere su come capitalizzare le esperienze di civismo spontaneamente sperimentate nei cento giorni del lockdown. In questo numero proseguiamo nella riflessione già avviata, ma l’azione della Fondazione non si limita a questo. Abbiamo proposto di investire in un programma nazionale di educazione al civismo: un progetto culturale per portare in ogni università e in ogni istituto scolastico contenuti e strumenti per alimentare il confronto su questi temi. E, con l’iniziativa “Civic Action”, abbiamo lanciato una raccolta di esperienze e casi – di cui riparleremo – per sondare l’opinione pubblica sui significati e le forme che oggi l’impegno civico assume nel nostro Paese.

Perché be Civic non è lo slogan di una stagione di emergenza, ma un programma di azione sul quale impegnarsi a lungo termine.

ENZO MANES

Presidente Fondazione Italia Sociale