1/10/20

art. 2 – Conosci i tuoi diritti?

Art. 2 Cost. – “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale”


Alzi la mano chi sentiva il bisogno di una nuova rubrica sulla Costituzione.

Diciamocelo francamente: nessuno.

Che resti tra noi: abbiamo tutti presente quegli esercizi di stile per fini giuristi che si crogiolano sugli alambicchi delle parole, per radio o in televisione, rigorosamente in quarta serata, elargendo a un pubblico non specializzato nozioni fini a se stesse che lasciano il tempo che trovano. Oppure quelle infornate di banalità in chiave paternalistica che si dolgono della perdita dello spirito dei costituenti, loro sì!, inarrivabili superuomini immacolati, mentre oggi… O tempora! O mores!

Siccome, però, noi non siamo vecchi tromboni innamorati del passato né celebrità del cinema riconvertitesi al sociale ma, più umilmente, quattro giovinastri – giuristi per sbaglio, fannulloni per professione – proveremo ad offrirvi un’ecumenica via di mezzo. Se avrete la curiosità di seguirci, assieme scopriremo che no, la nostra Costituzione non è la più bella del mondo; ma scopriremo anche che sì, “se fossi nato in altri luoghi, poteva andarmi peggio!”.

Assieme ci tufferemo in un viaggio al confine tra la risata (speriamo) e la riflessione più seria (come osare sperarlo?). Se, leggendo queste nostre sconclusionate righe, spegnerete il computer col sorriso sotto i baffi di chi crede di aver scoperto qualcosa in più senza annoiarsi troppo, avremo vinto la nostra scommessa.


La prima tappa del viaggio è proprio questo editoriale d’esordio – perdonerete la sua acerbità – dedicato all’articolo 2, uno dei più controversi della Carta: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale“.

Controverso, sì, ma fondamentale per il nostro ordinamento: letto insieme all’art. 1 (principio democratico) e all’art. 3 (principio di eguaglianza), pone alcuni dei principi fondanti dell’intero sistema costituzionale, nel quale la centralità della persona, il pluralismo e la solidarietà non diventano parole buttate al vento, ma rappresentano le fondamenta di un palazzo che va costantemente mantenuto in piedi.

L’articolo 2 della Costituzione, nel prevedere che lo Stato riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, colloca la persona umana al vertice dell’ordinamento italiano, tutelandola sia in quanto singolo cittadino sia all’interno dei gruppi sociali cui appartiene: è quello che noi pedanti giuristi chiamiamo principio personalista.

Nodo centrale dell’art. 2 della Costituzione è, infatti, garantire e promuovere lo sviluppo dell’identità di ciascuno di noi, sia che siamo italiani, sia che siamo stranieri.

In che modo lo fa? Riconoscendoci e proteggendo il diritto di esprimerci e di vederci rappresentati fedelmente nel contesto sociale da noi scelto e all’interno del quale operiamo.

Essere tutelati nella nostra identità significa, ad esempio, che possiamo andare bellamente in giro per le piazze ad esprimere con fierezza la nostra identità sessuale, che, anche se siamo stranieri, non possiamo essere accusati di un crimine che non abbiamo commesso, che abbiamo il diritto di essere lasciati in pace nella nostra vita privata o quello di esprimere le nostre idee politiche, religiose e filosofiche, ecc..
E ancora, l’art. 2 della Costituzione tutela il pieno sviluppo della nostra personalità anche su internet: in questo senso, nessuno può offenderci in maniera gratuita o minacciarci di morte, ad esempio, sul nostro profilo Facebook o commentando una nostra foto di Instagram.

Tra i diritti a cui l’art. 2 della Costituzione fa riferimento, possono essere citati il diritto all’uguaglianza, il diritto/dovere al lavoro, il diritto alla cultura, il diritto/dovere di voto, la libertà religiosa, il diritto alla salute, la libertà personale, l’inviolabilità del domicilio, la libertà di riunione e di associazione e la libertà di pensiero e di stampa.

Chiaramente, comunque, la portata delle libertà e dei diritti che l’articolo 2 della Costituzione intende garantirci non deve essere intesa in senso assoluto, poiché ogni libertà e ogni diritto sono tali solo nel rispetto di quelli altrui. La mia libertà finisce dove la tua comincia, diceva un vecchio saggio.

Mi ritrovo da solo su un’isola deserta e sento l’impellente bisogno di urlare bestemmie perché credo che sia il modo migliore per esprimere la mia (non propriamente desiderabile, forse) personalità? Ho tutto il diritto di farlo.

Se, però, su quella stessa isola deserta ci sono altre persone e voglio impedir loro di godersi il sole per un mio personalissimo capriccio, perché non amo abbronzarmi e dunque neanche loro possono farlo…beh, questo non ho il diritto di farlo.

L’art. 2 della Costituzione ci dice, inoltre, che siamo liberi di esprimere la nostra identità come meglio preferiamo non solo nella solitudine delle nostre case, ma anche all’interno del gruppo sociale da noi prescelto (la scuola, i partiti, i sindacati, le collettività locali, le confessioni religiose, la famiglia, ecc.). È quello che noi chiamiamo principio pluralista: essere liberi di scegliere in cosa credere, chi votare, da chi lasciarci ispirare e a chi associarci. Tutto ciò, essendo certi che la Costituzione tutela e protegge la nostra personalità.

Se non ci tutelasse, altrimenti, che senso avrebbe farci aderire a tali gruppi? La risposta è facile: nessuno.

Ed è per questo che parlare di diritti inviolabili rischierebbe di essere un continuo citarsi addosso, se non si facesse riferimento al fondamentale concetto di solidarietà sociale.

L’art. 2 della Costituzione rischia di rimanere lettera morta, se non lo si collega con l’articolo successivo, il 3, quando afferma che “ È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

I diritti inviolabili vanno sì garantiti e tutelati dalla Repubblica, ma rischiano di rimanere un contenitore vuoto, se non vengono riempiti dalla rimozione di tutti quegli ostacoli che non consentono all’individuo di poter esprimere pienamente e liberamente la propria personalità.
Non è sufficiente garantire diritti fondamentali come il lavoro, la salute, la cultura: è necessario fare il più possibile affinché ciascun individuo possa accedere a tutti quegli strumenti indispensabili per la piena attuazione di tali diritti.

In sostanza perché l’art. 2 è fondamentale, a tal punto da averci dedicato l’editoriale di partenza di questo viaggio?

Perché l’idea che esistano diritti inviolabili è una conquista che riguarda tutti gli esseri umani, non solo i cittadini italiani. Diritti fondamentali come il diritto alla vita, o alla dignità o alla cultura spettano a tutti, indipendentemente dal genere, dall’etnia, dagli orientamenti politici o sessuali: sono questi diritti che distinguono ciascun essere umano, con le proprie individualità, le proprie caratteristiche, dagli oggetti. Per questo motivo è compito di ciascuno di noi, dall’ultimo dei “tromboni” fino ad arrivare agli operatori politici e giuridici, osservare questa norma, anche nel nostro quotidiano ed esigere, al tempo stesso, che i suoi principi trovino piena attuazione.

Costitu-zone è una rubrica a cura di: Paola Dabbicco, Giovanni Miccolis, Lorenzo Nencini e Francesca Rotolo.