28/10/20

Uno degli antidoti alla diffusione del virus è la rete

di Matteo Muzio

Mentre il mondo si chiudeva in lockdown e quarantene, piattaforme online di associazioni, enti e realtà non profit hanno fatto da collante tra chi offriva e chi aveva bisogno di aiuto. Esempi virtuosi che hanno dimostrato come le vie per il fare del bene siano davvero alla portata di tutti.


Il periodo di lockdown ha di sicuro bloccato tutte le attività non essenziali della vita quotidiana, comprese molte attività economiche.

Ma di certo le attività del Terzo settore non sono tra quelle che si sono fermate, per quanto siano rimaste provate da molti fattori, come ad esempio dalla riduzione delle donazioni, destinate in massima parte alla lotta contro il Covid-19. Ma anche, semplicemente, dalla minore partecipazione sia dei volontari, i quali hanno avuto esitazioni a muoversi di casa senza motivi precisi, che dei destinatari degli aiuti: recarsi in una sede di un ente non profit, come si faceva prima, rischiava di diventare davvero difficile.

Così, in diversi Paesi, associazioni e reti di non profit hanno deciso di mettersi in gioco, rendendosi accessibili anche per via digitale creando piattaforme che cercano di fare un match tra l’offerta di manodopera volontaria e la domanda di aiuto.

Nel caso italiano questo processo è stato attuato perlopiù da parte di enti pubblici, come nel caso del portale “Milano Aiuta”, dove si possono trovare tutti i servizi offerti da associazioni e soggetti privati, ma anche la possibilità di donare sul Fondo di Mutuo Soccorso o di offrire direttamente il proprio tempo e aderire alle call disponibili per accorrere dove c’è più bisogno.

Ma in altri Paesi la cosa è partita dalle stesse associazioni: in Belgio è nata Give a Day, autodefinitasi come “l’Airbnb delle società e il Tinder dei volontari”. È una piattaforma estremamente semplice, basta indicare i propri interessi, dove ci si trova e quanti chilometri si è disposti a percorrere.

Nei vicini Paesi Bassi, invece, a fornire il proprio aiuto per trasformare l’accessibilità dei servizi online di città e province è la comunità degli sviluppatori e dei designer digitali raccolti sotto la bandiera di CodeFOR. Come si fa a dare il proprio contributo, se si ha questo identikit? Semplice, si danno i propri dati e si offre la possibilità di parlare su Slack con gli altri membri attivi del team.

Più simile al modello belga è lo spagnolo Frena la Curva, che è stato adottato in molti altri Paesi ispanofoni colpiti più tardi dalla pandemia come quelli dell’America Latina. Lo scopo è di unire tutte le forze disponibili da favorire la resilienza del non profit e capire dove poter aiutare in modo più efficace in situazioni di bisogno.

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